La Città

Torre di Zuino:  la Struttura urbanistica.

Nel proporre anche a Torviscosa un “modello” di casa operaia definibile come “casa di campagna urbana”, l’azienda punta a creare un ordine sociale basato sulla famiglia, sulla stabilità della mano d’opera e sull’attaccamento di questa al datore di lavoro. La notevole quantità di spazi verdi, avvertibile nella città, è anche sintomo di una scelta ideologica fondamentalmente anti-urbana. Il rapporto di interdipendenza fra attività agricola e industriale che sottende tutta l’operazione Torviscosa, infatti, doveva trovare espressione nell’architettura. Il carattere della città quindi, doveva essere fondamentalmente rustico. Doveva cioè riprendere e esprimere valori e aspetti propri della cultura del ruralesimo propugnata dalla dottrina fascista, ma nel contempo doveva anche indicare la dipendenza del nucleo urbano dalla fabbrica. Gli elementi del linguaggio formale dell’architettura dovevano inoltre avere precisi riferimenti alla tradizione costruttiva locale. In quest’ottica va visto l’uso del mattone rosso a vista con il quale è costruito tutto il conplesso della fabbrica, che allude alla ricca tradizione di fornaci e fornaciai della regione. E’ inoltre interessante notare come l’uso di questo materiale si estenda oltre i cancelli della fabbrica coinvolgendo anche le architetture dei servizi e quindi la scuola, la palestra, l’asilo.

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