Inaugurazione

21 settembre 1938. Mussolini arringa la folla a Torre di Zuino.

Dalla stampa dell’epoca riportiamo un articolo apparso su “Il Popolo del Friuli” 22 settembre 1938.

Grazie Duce!
Udine, e con essa il Friuli hanno accolto il Duce e la Sua parola con un entusiasmo ed una passione che fuggono ad ogni aggettivo.
Abbiamo l’orgoglio di affermare – e sia questo il premio migliore ella nostra paziente attesa di quindici anni – che Udine ha offerto al Capo uno spettacolo incomparabile. Al Duce, ove egli appaia, si leva in ogni angolo d’Italia il grido della moltitudine, ma il grido che si è levato da Udine, non ha forse possibilità di paragone con ogni altra adunata. Il Duce era commosso in questo Suo ritorno.
La sua commozione era nel popolo, la Sua fede era ed è quella del popolo tutto e le sue maschie e virili parole, gettate con impeto alla massa incandescente, hanno scavato profondo nell’animo del Friuli fascista che nel grido oceanico ha giurato di seguire il Duce come nella guerra di redenzione, più ancora che in quella guerra, verso ogni mèta, non importa se per raggiungerla occorra gettare animo e corpo nella prova suprema. Il Duce ci ha fatto il dono di parole di vita e di fierezza indomabile.
Attraverso la Sua Parola è balzata plastica e potente la visione dell’Italia che Egli ha plasmato in sedici anni di rude fatica, una Italia maschia compatta, guerriera, tanto dissimile da quanto poteva far comodo allo straniero e ai suoi calcoli meschini per sempre stroncati.
Le parole di vita e di fierezza sono giunte immediate al cuore dal popolo e vi rimarranno. In quest’ora di entusiasmo incontenibile, mentre il Fondatore dell’Impero rientra in Roma, al termine di questo trionfale viaggio, raccogliamo il grido della moltitudine e rivolgiamo a Lui il nostro grazie.
Grazie per quanto ha fatto per noi in sedici anni, grazie per questa Patria mirabile che Egli ci ha restituita grande come non è stata mai, grazie per quanto ancora, secondo il Suo mirabile disegno e la Sua volontà ci prepara, grazie per quest’ora che Egli ci ha offerto e che da sedici anni attendevamo.
Sì, Duce, siamo pronti, alla pace o alla guerra, come Tu vorrai, siamo pronti come e più di allora, quando all’eroismo del popolo non corrispondevano la capacità e la volontà dei governanti, siamo pronti con Te e per Te, sicuri che con la Tua guida la vittoria è certa come è salda la fede, sicuri che nell’ora gravida di fati che passa, tutto da Te sarà fatto e deciso secondo d’imperativo del destino, per la grandezza e l’onore della Patria fascista.

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